
Stavo prendendo un caffè al bar, uno di quei momenti in cui il mondo si sospende per un
attimo. Un lavoratore si è avvicinato, mi ha salutato con un cenno e si è seduto accanto. Non ha girato intorno alla questione: «Ma secondo te il sindacalismo sta andando a destra?» La domanda non era politica: era esistenziale. Era la sensazione che qualcosa si stesse spostando sotto i piedi, che il lavoro non avesse più un luogo dove sentirsi rappresentato. Gli ho risposto che il sindacalismo, per la sua composizione sociale, non può andare a destra. Non è un fatto ideologico: è un fatto di carne. Il sindacalismo nasce dove il lavoro è fragile, dove la dignità è una lotta quotidiana, dove la comunità è l’unico riparo. Quel territorio non è mai stato di destra, e non può diventarlo.
