
L’importanza di ricercare ostinatamente l’unità d’azione sindacale: nazionale, europea e
internazionale.
Lo sciopero generale della Cgil e della Usb e di altri sindacati di base di venerdì 3 ottobre a
sostegno del popolo palestinese e dell’iniziativa di Flotilla, testimonia il sussulto della coscienza
civile contro il massacro dei palestinesi e l’embargo israeliano degli aiuti, a sostegno della pace e
sollecita la solidarietà internazionale e sanzioni contro Israele. U na risposta anche al blocco illegale
e all’abbordaggio subito in acque internazionali dalla Flotilla da parte della Marina israeliana, che
ora fa temere delle ritorsioni israeliane. Tutto ciò ha suscitato grande indignazione, in particolare tra
i giovani. Forte il sostegno senza dimenticare il 7 ottobre.

Molto si è discusso, a volte a vanvera e per partito preso, su un’iniziativa, che ha messo a nudo l’immobilismo dei governi, a partire dal nostro. Certo, il portare aiuti a chi viene affamato è stato un gesto unitario e coraggioso, ma, a mio avviso, il più significativo aiuto ai palestinesi è stato il far emergere la realtà a chi non voleva guardare. Ora, il problema Palestina non è più solo dei propal, ma di tutti coloro, che, volenti o nolenti, hanno potuto seguire ciò che avviene conc|talmente. Il mare è nostro, dice Israele, e per aiutare il popolo palestinese non si passa.