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In nessun altro sistema di governo le parole sono importanti come in democrazia, perché la democrazia è discussione, è ragionamento comune, si fonda sulla circolazione delle opinioni e delle convinzioni. Lo strumento privilegiato di questa circolazione sono le parole, e “Prendere parola” ne è lo strumento.
APERTA LA POSSIBILITA’ DI ADERIRE ALL’ASSOCIAZIONE ‘PRENDERE PAROLA’
PREMI IL PULSANTE QUI SOTTO
News
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Rigenerare Democrazia – La Partecipazione nei Corpi Intermedi per una Politica della Cura
RIGENERARE IL SINDACATO E LA DEMOCRAZIA. TRA CRISI DEI CORPI INTERMEDI ED ECLISSI DELLA PARTECIPAZIONE
A Firenze, sabato 31 gennaio, un incontro nazionale per rivitalizzare la democrazia, la rappresentanza, il sindacato.
Di seguito alcune ragioni dell’iniziativa, promossa dalle Associazioni Prendere Parola e Sognare da Svegli.
1. Crisi strutturale: fabbriche e network digitali, oltre la solitudine antropologica e la crisi ecologica
2. Partecipazione in calo e crescita di un modello di oligarchie interne
3. Individualismo e micro-resistenze quotidiane
4. Segnali di innovazione sindacale a livello internazionale
5. Proposte operative per un sindacalismo rigenerato
6. Credibilità e riforma morale
7. Il sindacato come rete di welfare, cultura civica, nuovo mutualismo
8. Conclusione: il sindacalismo che verrà -
Rigenerare Democrazia – La Partecipazione nei Corpi Intermedi per una Politica della Cura
Rigenerare Democrazia – La Partecipazione nei Corpi Intermedi per la Politica della Cura
Sabato 31 Gennaio 2026 dalle ore 10:00 alle 16:45 – Villa La Stella via Iacopone da Todi, 12 Firenze
– Programma
– Modulo di iscrizione per partecipare -
Rigenerare Democrazia – La Partecipazione nei Corpi Intermedi
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Sabato 31 Gennaio 2026 dalle ore 10:00 – Villa La Stella via Iacopone da Todi, 12 Firenze -
Divisi su sigle pirata e intese col governo: così i grandi sindacati vanno ognun per sé
Corriere della Sera – 13 dicembre 2025
di Antonella Baccaro.
Due scioperi, due manifestazioni, quattro sindacati: Cgil, Cisl, Uil e Usb. Ognuno per conto proprio, però tutti sulla legge di Bilancio. Ma quando è successo che il fronte sindacale, almeno a livello dei confederali, ha smesso di pensare che l’unità fosse un valore? «La mia generazione — ricorda Cesare Damiano, classe 1948, già leader Fiom Cgil e ministro del Lavoro nel secondo governo Prodi — ha coltivato il sogno dell’unità sindacale organica. Una stagione superata quando il sindacato è diventato cinghia di trasmissione della politica, dividendo il fronte tra chi stava con il governo e chi no».
Dossier
Articoli sull’ Autonomia Differenziata.
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Sull’autonomia differenziata 26 gennaio 2024
Da convinto federalista ritengo che l ’autonomia differenziata approvata in Senato, nel testo proposto dal Ministro Calderoli sia una legge fatta male e pasticciata, che non potrà essere comunque attuata fino a quando non verranno determinati i LEP (livelli essenziali delle prestazioni).
Savino Pezzotta
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Valutazioni in merito alla legge sull’Autonomia Differenziata approvata dal Senato il 23 Gennaio 2024
In premessa è opportuno ricordare che questo Disegno di Legge sull’Autonomia Differenziata, così come quello sull’Elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri, essendo Disegni di Legge che modificano la Costituzione, la loro approvazione è sottoposta alle disposizioni dell’Art. 138 della Costituzione: doppia deliberazione in ciascuna Camera e la seconda dopo tre mesi dalla prima, approvazione con la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera e, se richiesto dal 20% dei membri di una Camera, oppure da 500.000 elettori o da 5 Consigli Regionali, si da corso al referendum popolare.
Rodolfo Vialba
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Nel dibattito attorno alla legge sull’autonomia differenziata, che il Senato ha approvato martedì in prima lettura, interviene oggi l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia
Nel dibattito attorno alla legge sull’autonomia differenziata, che il Senato ha approvato martedì in prima lettura, interviene oggi l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, con la sua voce accorata che documenta la grande preoccupazione del Sud e della stessa Chiesa meridionale per una riforma che potrebbe avere come esito l’ulteriore distanziamento tra differenti aree del Paese.
Una visione opposta a quella della maggioranza dove, mentre sul fronte opposto il Pd pensa a una mobilitazione, il vicepremier Matteo Salvini ha ripetuto ieri, collegato alla Scuola politica della Lega, che invece «l’Italia ha bisogno di riforme» e «l’autonomia non è un punto di arrivo, ma di partenza per trasformarci in un Paese moderno, efficiente, responsabile e federale: elezione diretta del premier, stabilità dei governi e poteri delegati agli enti locali, significa competizione in senso positivo e questa non è una parolaccia».da “Avvenire” 28 Gennaio 2024
Dossier
Articoli sul sindacalismo USA e su UAW, tradotti da Gianni Alioti che ringraziamo dell’assenso alla loro pubblicazione.

