
Stiamo assistendo a un processo di trasformazione del capitalismo: un passaggio netto, irreversibile, dal capitalismo industriale al capitalismo computazionale. Non è una semplice mutazione tecnologica, non è un aggiornamento di sistema: è una riconfigurazione profonda del potere, dei rapporti sociali, delle forme della dipendenza. Il capitalismo industriale organizzava la produzione attraverso fabbriche, macchine, catene di montaggio; il capitalismo computazionale organizza la vita attraverso piattaforme, algoritmi, ambienti digitali che anticipano, modellano e orientano i comportamenti. Non sfrutta solo il lavoro: sfrutta la prevedibilità del lavoro, la sua traccia, la sua presenza digitale. È un capitalismo che non aspetta che tu produca: ti anticipa, ti modella, ti pre-forma.
